pietra grezza o liscia

Pubblicato il: 24/09/2021

Categoria: cristalloterapia

Pietra grezza o liscia (burattata)?

Che dillemma!

Questa è una delle domande che mi rivolgono spesso durante i corsi.

Mi chiedono quali siano “migliori” o “più potenti”, le pietre grezze o le pietre burattate. 

Tuttavia, “più potente” o “più forte” non sempre equivale a MIGLIORE. Come qualsiasi altra cosa, dipende dalla persona che lavora con i cristalli e dalla situazione o scenario specifico.

Solitamente tra pietre grezze e pietre ruvide la mia personale scelta è sempre ricaduta su quelle grezze perché ritengo che abbiano una presenza più forte delle pietre che sono state burattate o lucidate. 

Di solito lavoro con pietre grezze quando è necessaria una svolta energetica. Ma utilizzo quelle burattate inizialmente o se percepisco che la persona ha bisogno di cominciare in modo delicato.

Le pietre burattate o levigate hanno un’energia davvero sottile e gentile che si irradia verso l’esterno in tutte le direzioni.

In generale, sembrano un po’ più gentili. 

E a volte questo è proprio ciò che serve. Le pietre burattate sono ottime con cui lavorare per coloro che sono sensibili all’energia. Sono anche ottime per coloro che stanno lavorando con emozioni intense, per smussare il tutto.

Alcuni “operatori” dicono che più una pietra è naturale o non lavorata, più energia contiene. 

Ma credo sia un affermazione sbagliata. 

È molto difficile quantificare cosa si intende per “più energia“. 

Probabilmente alcuni di questi “operatori” potrebbero pensare che il processo di modellare o lucidare una pietra possa danneggiarla in qualche modo, a livello energetico. 

Io invece penso che modellare una pietra cambi il modo in cui sperimentiamo l’energia di quella pietra, non cambia né influenza le qualità intrinseche o l’energia del cristallo.

PERCHE’ LA SCEGLI?

E’ logico che tanto dipende anche dal motivo per cui scegli una pietra.

La scegli per lavorarci? Perché ti aiuti con un determinato tema che vuoi affrontare?

O semplicemente ti piace e ci vuoi fare un ciondolo/braccialetto/collana? La vuoi mettere in casa?

Perché se è semplicemente ornamentale, allora in questo caso è puramente questione di gusto personale e, ahimè, spesso di prezzo.

Ovviamente più sono grandi o più sono di qualità più costano.

Ma questo vale anche per chi ci vuole lavorare.

La qualità, da che mondo e mondo, si paga.

E purtroppo anche in questo mondo, i ciarlatani abbondano.

TUTTAVIA SONO CONVINTA CHE CI SIA SEMPRE UNA RAGIONE DI FONDO PER CUI SI SCEGLIE PROPRIO QUELLA PIETRA, ANCHE SE E’ APPARENTEMENTE PER UN MOTIVO ORNAMENTALE

Quando invece decidiamo che con quel cristallo ci vogliamo lavorare, e lavoriamo con una pietra sagomata, la nostra esperienza di quella pietra può cambiare.

Ad esempio, un’ametista ruvida e un’ametista burattata condividono ancora le stesse qualità. 

Ma il modo in cui l’energia viene emessa, ricevuta e PERCEPITA da noi può cambiare leggermente con ogni diversa forma di pietra. 

Quando scegli un cristallo con cui lavorare, dovresti considerare non solo il tipo di pietra e le sue qualità, ma anche la sua forma.

Utilizzando l’esempio sopra, se tu avessi scelto di lavorare con l’Ametista per aumentare la tua intuizione, allora potresti scegliere anche una forma compatibile (piramide, obelisco, punte…). 

Nel caso in cui invece, decidi di lavorare perché senti di avere un blocco nel “ricevere” messaggi dalla tua intuizione, allora forse sarebbe meglio lavorare con un cristallo di ametista grezzo per avere una grande spinta energetica. 

O ancora, se ti senti preoccupato o nervoso per ciò che la tua intuizione ti suggerisce, allora un’ametista liscia potrebbe essere una soluzione migliore. Sarebbe un lavoro un po’ più lento e il processo sarebbe più graduale e delicato.

Pietra grezza o pietra liscia? Ovviamente, non c’è un accordo totale su questo tra tutti gli operatori di cristalloterapia, e probabilmente non ci sarà mai.

È ovvio che ascoltare le opinioni di diverse persone porti una varietà di esperienze. 

Tuttavia, è importante ricordare che l’energia del cristallo esiste equamente nelle pietre grezze, levigate e burattate. 

Più la forma è naturale, più diretta è la trasmissione di quell’energia. 

Non sorprende che le persone tendano a sentire più potere proveniente dalle pietre grezze. 

Ma in alcune circostanze, l’energia più morbida è quella più appropriata. 

E a volte altre considerazioni, come la tossicità, rendono le pietre lisce la scelta migliore. 

Anche perché fanno da cuscinetto tra la natura grezza della pietra e le realtà pratiche dei bisogni umani.

La lucidatura può creare un ulteriore livello di sicurezza, sotto forma di superficie lucida, tra utenti e minerali tossici. 

Ad esempio, la malachite contiene rame e dovrebbe essere maneggiata con cautela quando è grezza.

Invece le pietre levigate non hanno lo stesso problema quando si tratta di malachite. 
Però questo non è valido per tutte le pietre.

Che dite? E’ complicato?

Eh si, c’è un po’ da studiare se ci si vuole capire qualcosa.

Se invece si vuole fare il ciarlatano va bene tutto.

QUINDI PIETRA GREZZA O LISCIA?

Quindi pietra grezza o liscia?

Alla fine, è palese che non c’è un chiaro vincitore. 

Se sei un operatore praticante, potresti prendere in considerazione la possibilità di avere alcune pietre grezze e alcune pietre burattate disponibili nel tuo kit di strumenti. 

E in caso di dubbio, fidati del tuo intuito. 

Se, come molte persone, senti un’energia più forte proveniente dalle pietre grezze, tienine conto quando scegli i tuoi cristalli. 

Ma questo non significa che ruvido sia sempre meglio. 

Altre volte, la sicurezza, l’estetica o il desiderio di energia più morbida possono portarti a a scegliere pietre lisce. 

Insomma, come nella vita vale sempre la stessa regola, o chiedi a chi ne sa più di te oppure:

va dove ti porta il cuore

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"Non si è ciò che si è per quello che si scrive, ma per quello che si è letto.”
J.L. BORGES

Scrivere è una passione. Ho sempre scritto da che ho memoria, poesie, temi e canzoni quando ero piccola e poi i copioni per il teatro e poi i racconti nel mio primo blog e i pensieri su Facebook... non smetto mai. Scrivo anche quando fisicamente non lo faccio.

Scrivere è terapeutico, è sviscerare i tuoi pensieri più profondi, dargli vita vestendoli di parole e sperare di regalare emozioni a chi poi li leggerà.

Che se poi fosse un sorriso, sarebbe il più grande successo a cui aspirare!